Che cosa è diventato il Mar d'Aral?

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Che cosa è diventato il Mar d'Aral?

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Un tempo il quarto più grande lago del mondo, il Mar d'Aral è oggi in gran parte prosciugato, lasciando il posto a un deserto di sabbia. Da scoprire durante un viaggio in Uzbekistan.

Un tempo il quarto più grande lago del mondo, il Mar d'Aral è oggi in gran parte prosciugato, lasciando il posto a un deserto di sabbia. Da scoprire durante un viaggio in Uzbekistan.

Un po' di storia

Diviso tra il Kazakistan a nord e l'Uzbekistan a sud, il Mar d'Aral era un immenso serbatoio d'acqua naturale nell'Asia centrale. Eppure, oggi non ne rimane quasi nulla. Cosa è successo? Durante l'Unione Sovietica, i due fiumi che alimentavano il mare, il Syr-Daria e l'Amu-Daria, sono stati massicciamente deviati per le immense coltivazioni di cotone della regione, senza tenere conto delle conseguenze ambientali che ciò avrebbe comportato. Peraltro, questo ha portato l'Uzbekistan al rango di primo produttore mondiale di cotone.

Dal 1960, il mare ha perso il 75 percento della sua superficie e il 90 percento del suo volume. Il suo nome « Aral » significa in kazako isole, ma queste sono ora circondate da sabbia e deserto. Si tratta di una delle più importanti catastrofi ecologiche del XX secolo. Di conseguenza, le 28 specie endemiche del Mar d'Aral sono scomparse, e la regione registra uno dei tassi di mortalità infantile più alti del mondo a causa della dispersione dei pesticidi.  

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La preservazione del Mar d'Aral

In Kazakistan e in Uzbekistan, una parte della popolazione locale ha abbandonato la regione del Mar d'Aral, una volta che si è trasformato in deserto di sabbia. Infatti, ciò non solo ha reso l'agricoltura e la pesca, principali fonti di reddito per gli abitanti locali, impossibili, ma ha generato tempeste di sabbia e di sale che rendevano la vita molto difficile. Gran parte dei villaggi sono ormai abbandonati.

I governi hanno successivamente iniziato a piantare arbusti (saxaoul) e piante del deserto su questa superficie per attenuare l'effetto delle tempeste e ridare vita alla regione. Il Kazakistan ha anche fatto costruire una diga, Kokaral, sul fiume Syr-Daria, il che ha permesso di riportare acqua verso il piccolo Aral, impedendo allo stesso tempo all'acqua del fiume di raggiungere l'Uzbekistan...  

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Visitare il Mar d'Aral oggi

In Uzbekistan, l'antico Mar d'Aral assomiglia oggi a un deserto di sabbia e di sale, e a un immenso cimitero di barche. Una deviazione verso il Mar d'Aral non permette solo di testimoniare questa catastrofe ecologica, ma anche di incontrare un popolo e una cultura nel Karakalpakstan. È inoltre uno dei migliori luoghi in Uzbekistan per passare una notte in yurta e in tranquillità.

Vicino a Nukus, la capitale della regione, potrai visitare altri bei laghi, anch'essi in gran parte abbandonati dagli abitanti locali. Vedrai lungo il percorso numerosi villaggi vuoti, tracce dell'Unione Sovietica come della Via della Seta, visitando ad esempio la fortezza di Moinac o il caravanserraglio di Kurgancha Kala. Potrai anche vedere con i tuoi stessi occhi la rapida scomparsa del Mar d'Aral e camminare sugli antichi fondali.

Non esitare a passare le tue notti presso famiglie locali e ad accompagnarti con una guida locale durante questo straordinario viaggio, poiché potranno testimoniare meglio di chiunque altro la scomparsa del Mar d'Aral e le sue conseguenze.

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Domande frequenti

Il Mar d'Aral si è prosciugato principalmente a causa della deviazione massiccia dei suoi due fiumi alimentatori, il Syr-Daria e l'Amu-Daria, per irrigare le coltivazioni di cotone sovietiche a partire dagli anni Sessanta. Da allora ha perso il 75% della sua superficie e il 90% del suo volume, provocando una delle più grandi catastrofi ecologiche del XX secolo.

Sì, il Mar d'Aral è accessibile ai viaggiatori, in particolare da Nukus, capitale del Karakalpakstan in Uzbekistan. Si può osservare un immenso cimitero di barche arrugginite, camminare sui vecchi fondali e passare una notte in yurta. Una guida locale è fortemente consigliata per comprendere meglio la catastrofe e la cultura della regione.

La situazione è contrastante: in Kazakistan, la costruzione della diga Kokaral ha permesso di restaurare parzialmente il 'piccolo Mar d'Aral' a nord. In Uzbekistan, invece, il grande mare è quasi totalmente prosciugato e trasformato in deserto di sabbia e di sale. Sono in corso sforzi di rimpiantumazione (arbusti saxaouls) per limitare le tempeste di sabbia.

Il periodo migliore per visitare il Mar d'Aral è la primavera (aprile-maggio) o l'autunno (settembre-ottobre), quando le temperature sono più sopportabili. L'estate può essere estremamente calda in questo deserto dell'Asia centrale, con temperature che superano i 40°C.

Da Nukus, capitale del Karakalpakstan, occorrono diverse ore di viaggio per raggiungere le antiche sponde del Mar d'Aral. È consigliato rivolgersi a un'agenzia locale o noleggiare un fuoristrada con autista-guida, poiché i sentieri sono talvolta di difficile accesso.

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Mario Biremon

Scritto da

Mario Biremon

Laureata in giornalismo e sicurezza internazionale, ho trascorso anche cinque anni nel Kirghizistan.

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